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Proposte programmatiche e un profilo comune per le amministrative 2018. Questi gli esiti dell’assemblea nazionale della Rete, svoltasi a Firenze sabato scorso.

Comunicato stampa

10 aprile. Una proposta programmatica da mettere a disposizione di tutte le liste di cittadinanza e di sinistra che si candideranno alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno in una forma chiaramente alternativa al centrosinistra, al centrodestra e al Movimento 5 stelle . E’ questo l’esito principale della assemblea nazionale della Rete della città in comune svoltasi a Firenze sabato scorso 7 aprile. Una proposta per il locale, ma non localistica, che guardi ad un quadro nazionale e non solo.

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Rete delle città in comune verso le amministrative. Alternativi a destre, M5S e centrosinistra: disobbedire ai vincoli di bilancio

Da ilManifesto – Riccardo Chiari*

“Che obiettivo ci diamo? Quello di resistere e avanzare, sui territori, dove il nostro ‘lavoro politico’ quotidiano è visibile, e ottiene dei risultati che ci vengono riconosciuti”. Le parole di Tommaso Grassi (Firenze riparte a sinistra) offrono una prima chiave di lettura dell’incontro nazionale della “Rete delle città in comune”.

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Lettera appello per l’appuntamento nazionale della Rete delle Città in Comune “Verso le elezioni amministrative 2018”

Promuoviamo e parteciperemo il prossimo 7 aprile all’incontro nazionale organizzato a Firenze dalla Rete delle Città in Comune con l’obiettivo di mettere a confronto, interconnettere e supportare le tante esperienze e liste di cittadinanza e di sinistra che, nell’ambito della tornata amministrativa della prossima primavera, si presenteranno in netta alternativa alle proposte e alla cultura politica che ispira centro sinistra, destre e movimento cinque stelle.

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7 aprile a Firenze appuntamento nazionale di confronto fra le liste di cittadinanza e di sinistra alle prossime amministrative

La Rete delle città in Comune: il 7 aprile a Firenze appuntamento nazionale di confronto fra le liste di cittadinanza e di sinistra alle prossime amministrative. Per supportare programmi e cooperazione comuni. Per una via diversa da austerity e identitarismo razzista

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Rete delle città in comune: rilanciamo questa esperienza con nuove iniziative, strumenti e appuntamenti. Ad Aprile un incontro nazionale a Firenze e nelle prossime settimane la piattaforma informatica

Comunicato della rete delle città in comune

La Rete delle Città in Comune – a seguito della propria assemblea nazionale – prosegue e rilancia la propria attività, nella convinzione della necessità di ampliare quello spazio pubblico che essa ha provato a costruire in questi mesi, aperto ad un “municipalismo” civico, partecipato e di sinistra che possa rappresentare un alternativa a identitarismi e logiche securitarie, secondo quel concetto di democrazia diffusa che gli enti locali rappresentano o dovrebbero rappresentare.

Per questo la Rete guarda alle prossime scadenze elettorali nazionali ponendo gli stessi contenuti che l’hanno nel merito sempre contraddistinta e vista realizzare – da sola o insieme ad altri – appuntamenti diffusi in ogni parte d’Italia: dal no alla deriva dei DASPO urbani e ai decreti Minniti Orlando, alla battaglia contro il Fiscal Compact e pareggio di bilancio, TTIP e CETA, ad iniziative svoltesi nei mesi scorsi della carovana “le piazze dell’alternativa” sui principali temi nazionale: diritto alla casa, contro la svendita del patrimonio pubblico, per la difesa del ruolo e dell’autonomia (anche fiscale ed economica) degli enti locali, ecc.

Tutte tematiche e impegni che saranno ripresi con iniziative ad hoc e con un primo appuntamento che si svolgerà all’inizio di aprile a Firenze. Una occasione e di confronto per supportare anche le tante esperienze che saranno impegnate a maggio nelle elezioni amministrative in alternativa alle destre, 5 stelle e centro sinistra

Il tutto nella consapevolezza che i territori, gli enti locali, siano stati fra le “vittime”  (così come la stragrande maggioranza dei cittadini) delle politiche di austerity e di 25 anni pensiero unico neo liberista, portato avanti tanto dal centro-destra quanto dal centro-sinistra. L’appuntamento di Firenze sarà anche una occasione per rilanciare nuovi temi e campagne: dalla “parità di salario a parità di mansione” nei contratti dell’amministrazione e delle sue partecipate anche in presenza di esternalizzazioni, l’applicazione della sentenza della corte costituzionale contro il pareggio di bilancio a favore dei servizi essenziali, e molti altri.

Inoltre potrà cominciare effettivamente ad essere utilizzata la piattaforma informatica che è stata predisposta, aprendola a nuove funzioni e a nuove realtà, sulla quale poi in autunno è già in calendario un altro appuntamento

30 gennaio 2018

RETE DELLE “CITTA’ IN COMUNE”

Per un programma civico e di sinistra per le prossime elezioni regionali del Lazio

La Regione deve essere al fianco dei cittadini!

Creare nuove opportunità di lavoro e migliorare la qualità della vita  aumentando la qualità e la quantità dei servizi sociali

Costruiamo un programma civico e di sinistra  per le prossime elezioni regionali nel Lazio

[ADERISCI]

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Pisa 2018. “Diritti in Comune”: la coalizione della sinistra contro la diseguaglianza per un nuovo municipalismo

Con un percorso pubblico e aperto a chi ne condivide metodi, principi e obiettivi, che abbiamo chiamato DIRITTI IN COMUNE, da marzo di quest’anno Una Città in Comune, Rifondazione Comunista, Possibile e Sinistra Italiana hanno dato vita ad un laboratorio politico-sociale attraverso assemblee, eventi pubblici e tavoli programmatici permanenti. Ad essi hanno partecipato attivamente cittadini e cittadine mossi dai problemi dei loro quartieri, appartenenti a realtà associative, lavoratori e lavoratrici, che hanno affrontato specifici argomenti riguardanti la città.

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I risultati della carovana delle “piazze dell’alternativa” per un programma d’alternativa per il paese.

Dalla carovana della “Rete delle città in comune”
10 punti per un programma alternativo alle politiche neoliberiste:

  1. Redistribuire il reddito attraverso una radicale riforma fiscale che colpisca i grandi patrimoni e le grandi ricchezze, ripristinando una forte progressività del prelievo e contrastando realmente l’evasione e l’elusione.
  2. Invertire la rotta delle privatizzazioni: riportare nel pubblico l’acqua e i servizi locali, ripubblicizzare Cassa Depositi e Prestiti.
  3. Fermare la privatizzazione della sanità, rilanciare un servizio sanitario universalistico, abbassare i prezzi dei farmaci attraverso il sostegno ai “generici” (farmaci non brevettati) e l’impegno a modificare gli accordi TRIPs sui brevetti, investire nella prevenzione e nella medicina sociale.
  4. Rilanciare l’edilizia residenziale pubblica, sospendere gli sfratti per morosità e incentivare affitti calmierati, stimolare l’autorecupero, promuovere l’affitto degli immobili non utilizzati, fino a requisire gli sfitti delle grandi proprietà per far fronte all’emergenza abitativa.
  5. Aggiornare l ‘impianto legislativo nazionale sul tema dei beni comuni a partire dal filone giuridico nato dai lavori della commissione Rodotà;  realizzare un Piano nazionale di rivalorizzazione del patrimonio pubblico statale e conseguente stop alle alienazioni e privatizzazioni
  6. Attuare una riconversione ecologica di economia e stili di vita, una riqualificazione energetica degli edifici , investire su trasporto su ferro, mobilità dolce e auto elettriche, solare termico per il riscaldamento e termodinamico per l’energia, ciclo virtuoso dei rifiuti (con differenziazione di responsabilità tra chi raccoglie e chi smaltisce), riforestazione e messa in sicurezza idrogeologica,  introdurre biotax per le merci che non rispettano disciplinari, salute, territorio e lavoratori.
  7. Contrastare il lavoro povero, precario e fruttato – vero dramma per un intera generazione  – prioritariamente attraverso: un salario minimo legale, abrogazione jobs act, tirocini e nuovi voucher, no all’alternanza scuola-lavoro, piano di assunzioni per il lavoro pubblico e sblocco del turn over, piano per l’assunzione dei ricercatori universitari e ivi sblocco del turn over, nonchè introduzione del reddito minimo garantito”
  8. Ridurre spese militari e fare chiarezza nelle loro fonti e destinazioni; inoltre procedere a revisione del modello di difesa. Aderire ai trattati di non proliferazione armi nucleari, assumere impegno per una difesa civile non violenta e contro la militarizzazione dei territori , potenziamento delle strutture di difesa e protezione civile, percorsi di riconversione attiva di industrie militari in civili.
  9. Impegnare l’Italia, nell’ambito di una valutazione negativa delle conseguenze del Fiscal Compact, a ritirarsi dal trattato e opporsi, in ogni caso, alla sua introduzione nella legislazione dell’Unione Europea. Promuovere un’ampia discussione europea per una politica economica di uscita dall’austerità
  10. Abrogare le leggi che limitano le garanzie costituzionali per il diritto all’asilo. Proporre il diritto d’asilo europeo che bypassi i limiti del Regolamento Dublino. Realizzare un sistema di accoglienza diffusa gestita dagli enti locali. Abrogare gli accordi con i paesi di fuga o di transito e blocco dei rimpatri coattivi in paesi che non rispettano le convenzioni internazionali. Abrogare il codice di condotta per le Ong.

 

Scarica il documento 10 punti delle Piazze dell’alternativa

Il momento è ora: occorre una sinistra, civica, larga e partecipata

Pubblichiamo di seguito il documento letto da Tomaso Montanari e Anna Falcone nella conferenza stampa che si è tenuta oggi nella sala della Stampa Romana che fa il punto della situazione politica in seguito alle vicende di questi giorni e rilancia con forza l’inizia del percorso per un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza.

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Dalla Costituzione, dalle città, dalle piazze: un’alternativa al modello neoliberista. Dal prossimo week end l’iniziativa “Cento piazze per il programma”.

Comunicato congiunto Alleanza popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza – Rete delle Città in Comune

Dalla Costituzione, dalle città, dalle piazze: un’alternativa al modello neoliberista. Dal prossimo week end l’iniziativa “Cento piazze per il programma”.

Non c’è più tempo. Precarizzazione della vita e del lavoro, emergenze sociali, crescita esponenziale delle diseguaglianze, razzismo e odio per il “diverso” – prodotti delle politiche neoliberiste degli ultimi 20 anni – sono in aumento.

Occorre una netta inversione di tendenza con l’obiettivo di costruire un’alternativa sociale, culturale, economica e politica. Oggi è necessario e possibile dare vita ad un’esperienza radicata nel Paese che sviluppi una proposta di cambiamento radicale rispetto alle politiche proposte dal Pd, dal Movimento 5 Stelle e dal centrodestra. Un nuovo polo politico che si fondi sul ripristino e l’estensione dei diritti di tutte e tutti, rovesciando il modello di economia diseguale imperante.

Le sue radici sono nell’attuazione della Costituzione, come ci indica e chiede chiaramente il risultato del Referendum del 4 dicembre. E per attuare la Costituzione è necessario lavorare con un nuovo metodo basato sulla partecipazione dal basso, innanzitutto a partire dalla definizione del programma. Una partecipazione vera e non preordinata, che rifiuti leadership calate dall’alto, e valorizzi, al contrario le idee di tutte e tutti: chi ha tessere e chi non ce le ha, chi è amministratore pubblico e chi no, chi ha fatto e fa esperienze civiche o di cittadinanza, chi milita nei movimenti e nelle associazioni, e chi in questi anni ha rinunciato anche a votare.

Con questo manteniamo aperto il dialogo con chi lavora per gli stessi obiettivi, ma per costruire una nuova idea di Paese, mettendoci definitivamente alle spalle equilibrismi e tatticismi, che neutralizzano partecipazione e portano solo alla costruzione di accrocchi senza anima.

Per questo l’iniziativa “100 piazze per il programma”, che si svolgerà nelle prossime settimane, è una tappa decisiva del percorso lanciato dal Brancaccio, e si interconnette strettamente con l’iniziativa itinerante della carovana delle “Piazze dell’alternativa”, portata avanti in questi mesi dalla Rete delle città in comune: dalla lotta al patto di stabilità alla difesa e rilancio del welfare, dalle politiche per una accoglienza degna alla disobbedienza ai decreti Minniti-Orlando, dalla riappropriazione del ruolo degli enti locali alla difesa del patrimonio pubblico e naturale dal cemento e dalla speculazione,dalla riduzione della spesa militare ad una politica di pace nel mediterraneo e nel mondo. Primi temi di un lavoro più ampio che continuerà a svilupparsi già nei prossimi giorni.

Partire dalle città, dalle proposte e dalle vertenze che comitati, associazioni, movimenti portano ogni giorno avanti con passione e determinazione, valorizzare le buone pratiche che, insieme alle esperienze diffuse sul territorio, decine e decine di amministratori e amministratrici provano a sperimentare negli enti locali: questo è il primo passaggio per la costruzione di uno spazio pubblico diffuso nel quale trovano spazio la partecipazione e il protagonismo dal basso, e anche il primo mattone di un programma credibile e coerente per una reale alternativa.

Per questo invitiamo tutte e tutti in ogni città a moltiplicare gli appuntamenti delle “Cento piazze”, proseguendo con altri appuntamenti nelle settimane successive, in vista della assemblea nazionale di novembre: un incontro che farà una prima sintesi delle proposte e lancerà la seconda fase del percorso. Un percorso sempre più necessario ed urgente.

Alleanza popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza
Rete delle Città in Comune